Cosa succede ad un contribuente il cui ISA attribuisca un voto almeno pari ad 8 facendo venire meno l’obbligo del visto di conformità per la compensazione di crediti d’imposta entro il limite di 20.000/50.000 euro ma dopo la compensazione senza apposizione del visto, per un qualsiasi motivo (errore, dichiarazione integrativa, lettera di compliance, accertamento, ecc.) il voto attribuito scende sotto il valore di 8?

E’ questo uno dei quesiti posti all’Agenzia delle Entrate e a cui la stessa ha risposto nella contestata Circolare 20/2019. Sul tema, prima di procedere ad analizzare la risposta fornita dall’Agenzia delle Entrate si rimanda alla lettura dell’articolo ISA 2019: sciopero dei commercialisti. Al via il confronto con il MEF

Tornando alla domanda sugli ISA, nel rispondere l’Agenzia ha ricordato che il riconoscimento dei benefici premiali a seguito dell’attribuzione del punteggio di affidabilità necessario all’ottenimento degli stessi, è vincolato all’esito dell’applicazione degli ISA al momento della presentazione della dichiarazione entro i termini ordinari.
In ogni caso, il raggiungimento di un livello di affidabilità idoneo all’ottenimento di benefici premiali deve ritenersi subordinato alla circostanza che i dati dichiarati dal contribuente ai fini della applicazione degli ISA siano corretti e completi.
Quindi, laddove il raggiungimento di una premialità sia l’effetto della dichiarazione di dati incompleti o inesatti non può ritenersi legittimo il godimento di un beneficio.

Si rammenta infine che l’utilizzo in compensazione di crediti in misura superiore ad euro 5.000, senza che sia stato apposto sulla dichiarazione il prescritto visto di conformità, comporta, nei confronti del contribuente, l’applicazione della sanzione prevista nel caso di omesso versamento (pari al 30 per cento del credito indebitamente utilizzato in compensazione), di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, oltre al recupero dell’ammontare dei crediti utilizzati.